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"...Non credere a quanto ti viene annunciato come verità dottrinale solo per la forza carismatica di chi lo fa; né devi credere per un fatto di religione, di cultura, di casta, o di razza; né per un'imposizione qualunque, sia pure manifestata in buona fede. Credi solo se quanto ti viene indicato trova corrispondenza nella tua anima e nel sano giudizio che alberga in te. Solo così sarai un uomo libero e capace di promulgare, a tua volta, la Verità agli altri."

- Gotama Siddartha,
il Buddha

   

FILOSOFIA

La filosofia non serve a nulla, dirai;
ma sappi che proprio perchè priva del legame di servitù
é il sapere più nobile.

Aristotele

INTRODUZIONE


Dal greco

Composto di: filèin > amare e sofìa > sapienza.

AMORE PER LA SAPIENZA

Asato ma sadgamaya, dall'irreale conducimi al Reale
Tamaso ma jyotirgamaya, dall'oscurità conducimi alla Luce
Mrityorma amritam gamaya, dalla morte conducimi all'immortalità

dal mantra della Brihadaranyaka Upanisshad

"Immortalità" è costituita dalla a privativa e da mrityo, la morte.
Dalla bellezza del sanscrito deriva la parola "a-more": ciò che non muore!



FILOSOFIA
È la disciplina che si pone domande e cerca di dare risposte sul senso del mondo e dell'esistenza umana.
Più in dettaglio il tentativo di studiare e definire le possibilità e i limiti della conoscenza.
Possiamo quindi definire la filosofia come: la ricerca disinteressata della verità.
Non esiste nessun'altra attività o forma di sapere che sia altrettanto "disinteressata" come la filosofia, giacché essa non ha alcun altro scopo se non la conoscenza per "amore della conoscenza stessa."
Il filosofo è dunque colui che ama e desidera conoscere la verità per amore della verità stessa, nel senso più alto e disinteressato del termine. A lui non interessa la verità per strumentalizzarla ad un fine qualunque (denaro, potere, felicità, immortalità ecc.) bensì per la sola ed esclusiva esigenza di verità e sete di conoscenza.

Il bisogno di filosofare, secondo Aristotele, nascerebbe dalla "meraviglia":
«Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell'intero universo.

Ora, chi prova un senso di dubbio e di meraviglia riconosce di non sapere; ed è per questo che anche colui che ama il mito è, in certo qual modo, filosofo: il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia.
Cosicché, se gli uomini hanno filosofato per liberarsi dall'ignoranza, è evidente che ricercarono il conoscere solo al fine di sapere e non per conseguire qualche utilità pratica.» , ovvero dal senso di stupore e di inquietudine sperimentata dall'uomo quando, soddisfatte le immediate necessità materiali, comincia ad interrogarsi sulla sua esistenza e sul suo rapporto con il mondo.

La filosofia comincia quindi dall'esperienza della meraviglia, dal chiedersi perché le cose esistono, e procede, con l'astrazione, fino ad arrivare a formulare delle risposte a quei perché.
È inevitabile porsi, in quanto esseri umani, i problemi metafisici fondamentali:

Perché esistiamo?
Per quale fine noi e il mondo esistiamo? Ecc...

Una vita senza domande non è degna di essere vissuta.

La filosofia si configura come esigenza, mai appagata del tutto, di fornire nuove interpretazioni. È la massima espressione della volontà umana di indagare. Filosofando, infatti, distruggiamo la meccanicità dell’agire. È uno straordinario gesto non accettare niente per scontato, ma ricercare sempre con spirito critico. La filosofia è la massima manifestazione di tale capacità: Essa cerca di spiegare l’uomo in sé ponendolo in rapporto con il mondo.

E’ comodo vivere senza pensare quando gli altri lo fanno per noi:
- se ho un libro che pensa per me,
- se ho un direttore spirituale che ha coscienza per me,
- se ho un medico che decide per me sulla dieta che mi conviene,
- se ho un Maestro che prepara la strada per me...

Per il Filosofo questa non può essere definita vita.
Non si tratta esclusivamente di non essere "maggiorenni":
Lo stordirsi, l’annegare nel piacere e nella digressione non è degno di una creatura chiamata uomo. Certo non è una cosa facile e certe domande esigono risposte scomode, mentre è forse più comodo far finta di nulla. Ma il desiderio del filosofo è quello di andare a fondo, a tutti i costi, e di non accontentarsi di mezze risposte, di ovvietà, di banalità.

Chi, nel corso di una disputa, concentra la sua attenzione nel chiedersi «che cosa posso obiettare?», non presta ascolto come dovrebbe. Se invece si pensa: «che cosa intende dire l’altro? Perché non mi convince?», «Che cosa mi sfugge?» (e l’interlocutore, adottando a sua volta lo stesso atteggiamento, chiede: «che cosa vuole propriamente dire?») si ottiene che i due partner in gioco siano già molto vicini a una possibile comprensione reciproca.
Bisogna essere consapevoli di questa essenza del dialogo, della vera discussione, e del contenuto di verità che può celarsi nel pensiero filosofico.

Una volta Platone commentò: «Il pensiero è il dialogo interiore dell’anima con se stessa»; - anche in questo modo possiamo approssimarci alla verità: immaginando delle obiezioni, così da mirare, grazie al loro esame, a un nuovo possibile punto di accordo. Questa è la Via del pensiero.

Progredire intellettualmente, culturalmente e spiritualmente significa acquisire la capacità di assumere criticamente altri punti di vista rispetto al proprio, nel tentativo di ampliare sempre più le conoscenze e le prospettive di giudizio.
Ciò si può realizzare attraverso lo studio (evidentemente non fine a se stesso), il dialogo, il confronto, la riflessione.
L’ ‘ego’ con tale prassi si svincola progressivamente da quelle determinazioni con cui e da cui è stato costruito "storicamente".




Bohr e Einstein discutono di meccanica quantistica in casa di Paul Ehrenfest a Leida nel dicembre 1925


Ma è facile comprendere come questo sia un processo evolutivo "ad infinitum", un compito irrealizzabile integralmente nello spazio-tempo in cui si svolge la "vita terrena" di un individuo.
Siamo perfettamente coscienti, noi esseri umani, che i nostri limiti coincidono, alla radice, con gli stessi limiti delle nostre capacità percettive poiché i cinque sensi ci danno del mondo una visione molto parziale.

La filosofia, oggi come sempre, può mantenere vivo un clima di libertà intellettuale, di discussione, di apertura verso il nuovo. Essa può favorire la creatività, la fantasia, la riflessione, sviluppare una maggiore intelligenza critica ed autonoma;

In una parola, può insegnare ad essere un po' più

LIBERI E FELICI!